L’ESPERTO DI ÈLAN

LA RESPIRAZIONE (parte 2)

 

Nell’articolo precedente > È importante respirare?

 

RESPIRI ADEGUATAMENTE DURANTE L'ALLENAMENTO?

 

Quando, durante la spiegazione di un esercizio in sala pesi, l'istruttore ti spiega la fase inspiratoria e quella espiratoria, un motivo c'è.

 

Durante la contrazione muscolare avvengono dei processi chimici che richiedono una quantità di ossigeno che è in rapporto al tipo di processo necessario per la liberazione di energia, che a sua volta è legato al tipo di attività motoria. Poiché l'ossigeno necessario per questi processi viene fornito dall'apparato respiratorio e trasportato dal sistema circolatorio, è facile intuire che, come conseguenza, ci sono degli adattamenti anche a carico di queste funzioni.

 

Le cose si complicano notevolmente durante una attività motoria di una certa intensità e durata (ad esempio in palestra), quando cioè il fabbisogno di ossigeno diventa maggiore. In questo caso gli interventi muscolari aumentano per assicurare atti respiratori più efficaci e profondi. Partecipano così all'inspirazione oltre i muscoli intercostali esterni, gli scaleni, lo sternocleidomastoideo, il dentato anteriore, il grande e piccolo pettorale, etc. per quanto riguarda la cosiddetta respirazione costale toracica e, poiché la respirazione è sempre mista, il muscolo diaframma, per quanto riguarda la cosiddetta respirazione diaframmatica o addominale. All'espirazione partecipano i muscoli intercostali interni aiutati dai muscoli addominali, quali antagonisti del diaframma, e parte superiore del grande dorsale. In estrema sintesi, esistono due tipi di respirazioni: la toracica e l’addominale.

 

La respirazione nelle ATTIVITÀ SPORTIVE CICLICHE a forte impegno organico (es.: corsa a piedi, ciclismo, canottaggio, nuoto, etc.), è più conveniente se effettuata anche attraverso la bocca in quanto permette di raggiungere i massimi valori di ventilazione polmonare e, quindi, di rendimento. Nelle ATTIVITÀ SPORTIVE ACICLICHE (pesistica, sport di combattimento, lanci, salti, etc.), la fase di sforzo muscolare avviene in "apnea". Infatti, una normale inspirazione e successiva apnea consente di coordinare meglio i movimenti del corpo, di controllare adeguatamente lo spostamento del carico (bloccaggio della gabbia toracica e posizione di partenza in maggiore allungamento dei muscoli che vi sono inseriti) e scaricare parte del peso gravante sulla colonna vertebrale sulla fascia addominale (circa il 40%). Inoltre (V.S. Farfel e J.M. Frejdberg) l’apnea determina un più alto valore di forza muscolare, l’espirazione uno minore e l’inspirazione uno più basso. 

 

Va evitata l’apnea assoluta (inspirazione forzata e successiva apnea e sforzo fisico) in quanto provoca: 

 

・ iperpressione del sistema venoso intracranico 

diminuzione del ritorno venoso al cuore

nei polmoni, riduzione della quantità del sangue alveolare e aumento della resistenza del piccolo circolo (cuore-polmoni). 

 

Negli atleti allenati è una situazione fisiologica alla quale l’organismo tende ad adattarsi. Va evitata soprattutto in presenza di disfunzioni cardiocircolatorie.

 

Sicuro di sfruttare adeguatamente la tua respirazione durante l’attività motoria/sportiva? Programma grazie al tuo tutor una valutazione e capisci come allenarti respirando nel modo corretto!

 

 

 

 

Dott. Mirco Traforetti,

Tutor élan Mestrino

 

 

Fonte : https://pdfs.semanticscholar.org/320c/4149d51e8ecd52ada906982d8715adf23d57.pdf