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04-03-2020 - LA FORZA DEL TUO SISTEMA IMMUNITARIO

Il gruppo Elan, da sempre operativo verso il perseguimento della salute e del benessere della persona, scende in campo divulgando alcune indicazioni e suggerimenti per il corretto approccio alle sindromi influenzali.

Il crescente interesse verso la salute delle persone, attraverso un miglioramento della qualità di vita, ha portato il tema degli effetti dell’esercizio fisico e dell’alimentazione sul sistema immunitario all’attenzione della comunità scientifica internazionale.  E’ stata creata addirittura una branca specifica dell’immunologia, Con l’inizio di studi specifici, si è dedicata su vasta scala alla comparazione della risposta alle varie patologie tra atleti, sportivi e sedentari.[1]

Il sistema immunitario costituisce l'insieme delle difese dell'organismo contro gli agenti esterni (virus, batteri, parassiti, ...) e quelli interni (cellule danneggiate e/o difettate) che minacciano la nostra salute.
Un vero e proprio scudo, distinto in due unità.
Immunità Congenita, con la quale siamo nati, che rappresenta la prima linea di difesa. Immunità Acquisita, che è rappresentata dalle reazioni specifiche che il sistema immunitario mette in campo quando la prima linea non è stata efficace nel debellare un agente patogeno.

L'alimentazione costituisce un ruolo essenziale sin dai primi mesi di vita. Carenze proteiche e vitaminiche influiscono negativamente su tutti i componenti del sistema immunitario, come altri nutrienti sono necessari per favorire una buona risposta immunitaria. [2] La gestione della nutrizione segue un percorso applicativo diverso da quello dell’esercizio fisico.
Essa infatti, intesa come efficiente ed efficace, è altamente soggettiva, quindi non standardizzabile in pochi clichè applicativi, tuttavia esistono evidenze che ne determinano alcune osservazioni:
L’apporto adeguato di vitamina A e C, che costituiscono l’equilibrio tra antiossidanti e ossidanti, contribuisce a determinare la normale efficienza delle cellule immunitarie. Inoltre, la corretta assunzione di Vitamina B6, B12 e altri nutrienti come Zinco e Ferro sono risultati significativi nel positivo stimolo per un efficiente sistema immunitario. [3]

L’alimentazione quindi, in particolare per la salute del microbiota intestinale e nutrizione del sistema, è un fattore predisponente il benessere quotidiano. [4]

Altro fattore significativo sono gli stati d’ansia e psicosi:

Grazie alla PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), che studia le interazioni tra il cervello, il sistema nervoso, il sistema endocrino ed il immunitario, è ora sempre più riconosciuto che il sistema immunitario potrebbe contribuire alle risposte neurocomportamentali allo stress e viceversa.

“Lo stress e gli eventi stressanti sono comuni nella nostra vita quotidiana, tali situazioni avverse portano a cambiamenti complessi nel sistema biologico. Queste risposte da stress influenzano il cervello, il comportamento, il sistema neuroendocrino e il sistema immunitario.
Queste risposte si orchestrano per aumentare o diminuire la capacità dell'organismo nel far fronte a tali fattori di stress.” [5]

Ovvero il nostro stato d’animo può esser significativamente condizionato dal nostro sistema immunitario e viceversa.
Il problema si verifica quando questo meccanismo fisiologico entra in sovraccarico, ovvero esaurimento, per eccesso di stress o di emergenza.

Le attuali considerazioni dell’ISEI (International Society of Exercise and Immunology), confermate e suffragate da numerosi studi in campo medico sportivo [6], portano a ritenere i soggetti MODERATAMENTE attivi la categoria a minor rischio di contrarre malattie e patologie infettive. Questo rispetto sia a soggetti sedentari e inattivi, sia ad atleti agonisti sottoposti ad allenamenti intensi e prolungati.
Ovvero, la differenza risulta l’intensità ed il volume degli allenamenti che, come un “farmaco”, vanno opportunamente dosati e contestualizzati in funzione di età, sesso e condizioni generali, atte a determinare conseguentemente le risposte fisiologiche positive sul sistema immunitario.

L'esercizio fisico è quindi un modulatore significativo del sistema immunitario e, conseguentemente, può avere un effetto sia positivo che negativo sul suo ottimale funzionamento.

In particolare, viene preso in esame uno studio di correlazione tra l'attività fisica o il livello di fitness ed i tassi di infezione delle vie respiratorie superiori (URTI). Questo studio ha monitorato un gruppo di 1002 adulti (età 18-85 anni, 60% donne, 40% uomini) che sono stati seguiti per 12 settimane durante l'inverno e l'autunno, monitorando i sintomi e la gravità dell'URTI evidenziando che:
“Il numero di giorni con URTI durante il periodo di 12 settimane è stato significativamente ridotto…” determinando quindi "Questi dati indicano che l'alta sensazione fisica percepita e l'attività aerobica quasi giornaliera sono importanti correlazioni di ridotta frequenza URTI (43% e 46%, rispettivamente), per la gravità (32%, 41%) e la sintomatologia (34%, 41%). Questi dati sono coerenti con le LINEE GUIDA GOVERNATIVE che ESORTANO il pubblico a includere l'esercizio fisico nella sua routine quotidiana per migliorare salute” concludendo che “La forma fisica percepita e la frequenza dell'esercizio aerobico sono importanti correlazioni di giorni ridotti con l'URTI e la gravità dei sintomi durante l'inverno e le comuni stagioni fredde autunnali” [7] [8]
L’adeguato esercizio fisico, in particolare con la stimolazione endorfinica e la relativa stimolazione metabolica, rappresenta un altro fattore predisponente alla battaglia per il benessere quotidiano. [9]
La letteratura scientifica e l'OMS ci suggeriscono quindi che il letargo invernale non sia la soluzione corretta per affrontare periodi dell'anno in cui malattie influenzali e stagionali trovano i loro picchi, specialmente nel soggetto anziano. [10]

Nel dettaglio:
Adulti
L'OMS consiglia di svolgere nel corso della settimana
    • un minimo di 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata
    • oppure un minimo di 75 minuti di attività vigorosa, più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana.

Anziani
Secondo l’OMS gli adulti over65 anni dovrebbero svolgere:
    • almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità
    • o almeno 75 minuti di attività fisica aerobica a intensità vigorosa ogni settimana
    • o una combinazione equivalente di attività con intensità moderata e vigorosa
Il gruppo Elan, proseguendo nel suo intento di diffondere il più possibile la cultura del benessere, si mette a disposizione per ulteriori chiarimenti e informazioni in merito.

Vi invitiamo quindi, se interessati, a prendere contatto con le nostre sedi per ulteriori approfondimenti.

Gruppo Elan
Fornitori ufficiali di salute

Direttore Sanitario
Dott. Claudio Casotto

Responsabile Tecnico
Paolo Cruder

Titolare
Sandro Cucuccio

BIBLIOGRAFIA
[1] Nieman DC, Johanssen LM et al. “Infectious episodes in runners before and after the Los Angeles marathon”. Med Sci Sports Exerc. 1988; 20:S42

[2] Sakamoto M, Fujisawa Y, et al. “Physiologic role of the complement system in host defense, disease, and malnutrition”. Nutrition 1998 apr;14(4):391-8)

[3] Chandra RK. “McCollum Award Lecture. Nutrition and Immunity: Lessons from the past and the new insights into the future”. Am J Clin Nutr 1991 May; 53(5):1087-101

[4] Rieder R, Wiesniewski Pj et al. “Microbes and Mental Health”. Brain, Behavior, and immunity. 2017 Nov66:9-17

[5] Ray A, Gulati K et al. “Stress, Anxiety, and Immunomodulation: A Pharmacological Analysis”. Vitam Horm. 2017;103:1-25

[6] Walsh NP, Gleeson M et al. “Position Statement Part One: Immune Function and Exercise”. Exercise Immunol Rev 2011; 17: 6-63.

[7] Nieman DC, Wentz LM. "The compelling link between physical activity and the body’s defense system”. J Sport Health Sci. 2019 May;8(3):201-217

[8] Nieman DC, Henson DA et al. “Upper respiratory tract infection is reduced in physically fit and active adults”. Br J Sports Med. 2011 Sep;45(12):987-92.

[9] Pedersen BK, Hoffman-Goetz L. “Exercise and the immune system: regulation, integration, and adaptation”. L.Physiol Rev. 2000 Jul;80(3):1055-81. Review.

[10] http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=51&area=Vivi_sano